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21
gen

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Ieri ho partecipato a Omnibus, dove si parlava di liberalizzazioni. Vi allego il link alla puntata. 



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gen

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Vi allego una mia intervista, apparsa oggi su l'Unità, sulla nostra proposta di riforma del mercato del lavoro nella quale illustro i punti salienti del disegno di legge.

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19
dic

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La recente intervista al ministro Elsa Fornero ha riaperto la discussione su articolo 18 e contratto unico. Io credo che si possa istituire un contratto unico senza toccare l'art. 18. Due anni e mezzo fa ho presentato una proposta di legge, sottoscritta da un centinaio di colleghi del PD, che dimostra come sia possibile farlo. Ve la allego con questo link sperando sia utile alla discussione.




11
dic

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Oggi ero alla manifestazione Se non le donne chi?  Nel Lazio le parole possono diventare fatti, votando alla segreteria regionale l'unica candidata donna, che è Marta Leonori.

 


30
nov

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In un articolo su Repubblica apparso ieri viene documentato il fallimento dell'indennità per i precari che perdono il lavoro varata dal governo Berlusconi. Le regole astruse messe in piedi da Sacconi hanno raggiunto solo poche migliaia di persone sulle centinaia di migliaia di possibili beneficiari.

 

Vi allego la lettera pubblicata oggi Su Repubblica dove do notizia del disegno di legge, a mia prima firma, presentato la scorsa estate per semplificare e rendere più efficace il meccanismo. Come gruppo PD ci auguriamo che il nuovo governo lo sostenga e sblocchi i 165 milioni non spesi.




15
nov

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In questi giorni  l’attenzione è concentrata sul tentativo di Mario Monti di comporre un governo per l’emergenza, dopo i disastri del precedente esecutivo. Un tentativo necessario per salvare l’Italia.

Vorrei segnalarvi, in un momento così difficile, due piccoli fatti legati al mio lavoro parlamentare che spero possano contribuire a segnalare che- forse - si avvicina un clima nuovo nel Paese.

Il primo riguarda i lavoratori del call center Festa Snai di cui mi sono occupata in un’interrogazione. Alcuni dipendenti di questa società poiché avevano rifiutato di firmare un contratto peggiorativo rispetto al CCNL erano stati minacciati, trasferiti e infine licenziati. Grazie alle sentenze della magistratura e all’attenzione dell’opinione pubblica hanno vinto dopo mesi la loro battaglia e sono stati riammessi in pieno in azienda col vecchio contratto.

Il secondo riguarda i lavoratori della Direzione Investigativa Antimafia. La prima linea della lotta alla criminalità organizzata stava per essere smontata dal progressivo impoverimento della struttura. L’ultimo argine al definitivo smantellamento era l’indennità di funzione – in verità pochi soldi – che percepiscono i poliziotti della Dia. Il governo intendeva tagliarla. Come reazione ci sarebbe stato l’abbandono totale dei dipendenti verso altri incarichi "normali". Perché rischiare la vita ogni giorno contro la mafia se lo Stato non riconosce la specificità di questo lavoro?

I parlamentari e i senatori del Partito Democratico di concerto con i sindacati di base della Dia hanno condotto un duro confronto durante la discussione della legge di stabilità, che si è risolto col rifinanziamento dell’indennità della Dia.

Qui e qui potete trovare i link alle due vicende. Due vicende “a lieto fine”. Che davvero si avvicinino tempi nuovi?


2
nov

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23
set

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La legge bipartisan che permetterebbe ai 18enni di candidarsi alla Camera e ai ragazzi/e di 25 al Senato (la cosiddetta equiparazione tra elettorato passivo ed elettorato attivo) ha ricevuto ampi consensi nel mondo politico. Si tratta di una legge giusta

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16
set

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Il momento di crisi che investe il nostro paese richiede decisioni coraggiose e soprattutto una forte assunzione di responsabilità. Purtroppo, queste scelte sono impedite dalla debolezza endemica di un governo figlio di accordi al ribasso, interessi di bottega e di veti incrociati, a cui fa eco un Parlamento debole, perchè composto strutturalmente da persone legittimate dalla fedeltà a un capo bastone piuttosto che da quella ai cittadini elettori.

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14
set

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La Camera ha approvato un ordine del giorno del PD all’art. 11 della manovra, sulla questione degli stage o tirocini formativi per i giovani. Si tratta di un importante passo in avanti, nonostante la fiducia che ha blindato il testo. Molte sono state le critiche piovute sul testo della manovra, persino dalla stessa maggioranza come il deputato della lega Fedriga.

Lo stage è uno strumento che ha tanti problemi, ma non è limitandolo ai neolaureati che si risolvono. Bisogna pensare a stage di qualità, con un vero contenuto formativo, con un giusto rimborso spese e che non vengano utilizzati in maniera fraudolenta dalle imprese. Con l’approvazione dell’ordine del giorno il governo, riconoscendo la competenza esclusiva regionale, dovrà incontrarsi con le regioni e stabilire delle linee guida per i nuovi stage.

Queste linee guida dovranno, secondo quanto votato dalla Camera, valorizzare l’esperienza degli stagisti, aiutare la conversione degli stage in contratti a tempo indeterminato e vigilare seriamente sugli abusi. Si tratta di un deciso miglioramento per un articolo fatto male e che danneggiava ulteriormente le giovani generazioni, spesso con gli stage sottoposte a dei veri e propri ricatti.


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