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7
ott

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 Il Governo ha oggi risposto, tramite il sottosegretario Viespoli, all’interrogazione del gruppo PD in Commissione Lavoro sul caso dei 36 lavoratori della Nortel appena licenziati. La storia è nota. La Ernst and Young, società che ha in amministrazione controllata l’azienda di Tlc Nortel, sta vendendone a peso d’oro i diversi pezzi e ha licenziato in tronco 36 lavoratori.



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23
lug

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Il testo anticrisi arriva in aula ulteriormente peggiorato dopo il passaggio in Commissione.

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21
lug

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Si rimane colpiti leggendo le dichiarazioni odierne del ministro Sacconi sul fatto che non ci si dovrebbe piegare alla pietosa retorica dei giovani e il lavoro.

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7
giu

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Il governo risponde alla mia interrogazione sulla mancata approvazione del parere necessario per finanziare con fondi UE le borse di dottorato in Puglia. Vi allego il testo della dichiarazione che afferma che "nei prossimi giorni" verrà emesso il famoso parere, atteso da mesi da Bruxelles. Verrebbe da dire meglio tardi che mai.

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6
giu

inviato da Marianna Madia

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Vi allego un documentato articolo di Paolo Russo uscito oggi, sull'edizione barese di Repubblica, a proposito dell'incredibile vicenda delle borse di studio pugliesi.

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5
giu

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La giunta regionale pugliese è riuscita negli ultimi due anni, utilizzando le risorse del fondo sociale europeo, a finanziare circa 600 borse di studio per dottorandi e giovani ricercatori che operano nelle università del territorio. Inutile dire quanto questa misura sia utile per la crescita della regione. L’Europa è pienamente soddisfatta di quanto fatto in Puglia e ha concesso, per la terza volta, i finanziamenti. Ma il governo Berlusconi si è messo di mezzo.

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29
mag

inviato da Marianna Madia

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Draghi oggi annuncia il 5% in meno di pil e l'aumento al 10% del tasso di disoccupazione. Forse dalla crisi si può uscire ha detto il governatore, ma c'è un'emergenza occupazionale nel paese e servono le riforme. Il governo è assolutamente privo di linea sul lavoro. Crescono le divergenze interne. Brunetta e Sacconi rappresentano due visioni contrapposte, incapaci di una sintesi. Uno chiede la moratoria sui licenziamenti, l'altro dice che non se ne parla e che è una sciocchezza. Ma sarà lo stesso governo che a giugno 2008 affermava che avrebbe giocato d'anticipo sulla crisi? Intanto i disoccupati aumentano, soprattutto i precari, e gli ammortizzatori sociali rimangono sempre gli stessi, cioè pochi ma soprattutto per pochi. Una splendida giocata d'anticipo.


14
mag

inviato da Marianna Madia

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Una proposta per il superamento del dualismo del mercato del lavoro. Vi allego un articolo apparso su "Europa quotidiano" firmato da me e dal collega Ivano Miglioli del gruppo PD in Commissione Lavoro.

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3
mar

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 Se al governo dà fastidio che lo si chiami assegno lo battezzi pure contributo, reddito integrativo, voucher, sussidio, ammortizzatore sociale. Lo chiamino “Sacconi” se preferiscono, non credo che Franceschini si offenderà. Purché si faccia.

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19
gen

inviato da mariannamadia

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Colpiscono le parole pronunciate qualche giorno fa dal ministro Sacconi: “La crisi economica in atto vincola il governo a comportamenti istituzionali e politiche orientate alla stabilità della finanza pubblica, pertanto non e' questo il tempo di riforme strutturali delle pensioni e degli ammortizzatori sociali”. Credo che sia vero esattamente il contrario. E’ la crisi economica che spinge ancora di più i governi ad affrontare drasticamente il tema delle riforme. In Europa e negli Stati Uniti stiamo assistendo al varo di misure di ampio respiro: dal sostegno al credito, agli investimenti infrastrutturali, all’ambiente, alla ricerca, alla scuola, agli ammortizzatori sociali. E proprio da una seria riforma degli strumenti di tutela sociale e riqualificazione dei lavoratori licenziati o a basso reddito che bisogna partire nel nostro paese.




Il ragionamento di Sacconi, secondo il quale la scarsità delle risorse pubbliche deve produrre un congelamento degli attuali sistemi di protezione sociale, è sbagliato alla radice.  In presenza di risorse ridotte occorre modificare la qualità della spesa in favore di misure più incisive e corrispondenti all’attuale realtà economica e del mondo del lavoro. Continuare a spendere secondo schemi ereditati dai decenni precedenti oltre che ingiusto è anche improduttivo. In Francia si è riformata profondamente la rete degli ammortizzatori sociali partendo dal sostegno al reddito dei lavoratori, soprattutto quelli a basso reddito e con contratti flessibili. La politica dei pannicelli caldi, delle misure una tantum consistenti in poche centinaia di euro per i lavoratori a progetto disoccupati non serve a nulla. Col Decreto anticrisi si è sicuramente persa un’occasione.


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