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26
lug

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 E’ in dirittura d’arrivo in Senato, la legge di riforma del sistema universitario. Un provvedimento che è strettamente legato al problema dei finanziamenti. Qualsiasi riforma, con un’università così “povera”, appare dannosa o inutile.

Già nel 2008 sono stati tagliati 1,5 miliardi agli atenei. La manovra finanziaria, attualmente in discussione alla Camera, penalizza ulteriormente gli atenei costringendoli, ad esempio, a licenziare circa il 50% dei contrattisti. Vi allego l’intervista rilasciata sabato a l’Unità dal responsabile nazionale Università Marco Meloni e un documento con la posizione del PD.


3
giu

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Risoluzione della Commissione Cultura affinché il governo prenda misure per combattere il precariato nelle università pubbliche.

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3
giu

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Il monitoraggio sul lavoro precario nelle pubbliche amministrazioni promosso dal Ministro Brunetta 'ha tanti difetti'. Lo affermano le deputate del Pd Manuela Ghizzoni e Marianna Madia. 'Per quanto riguarda l'universita', il ministro - spiegano - ha veramente truccato le carte. Soltanto il 60% delle universita' ha risposto al questionario. Il fatto che manchi quasi la meta' degli atenei italiani servirebbe a qualificarlo quanto meno come inattendibile.

Inoltre, le universita' hanno adottato criteri difformi per conteggiare il lavoro flessibile da esse impiegato. Molte non hanno incluso i titolari di assegni di ricerca. Mentre gli assegnisti sono veri e propri precari della ricerca, impegnati in una attivita' professionale di produzione della ricerca e sono decine di migliaia. Nessuno chiede regolarizzazioni di massa, ma il governo - proseguono le due parlamentari che su questo tema hanno presentato una risoluzione firmata anche da Cesare Damiano - deve approntare un piano per dare ai ricercatori piu' giovani e motivati la possibilita' di potersi confrontare ed essere selezionati. Il partito democratico chiede che il monitoraggio vada ripensato e il governo si muova per l'ampio problema del precariato nelle universita' pubbliche. Finora poco e' stato fatto e il monitoraggio confonde le acque'.

19
mar

inviato da Marianna Madia

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 Lascia sbigottiti la dichiarazione del ministro Brunetta secondo il quale gli studenti dell'Onda sarebbero dei guerriglieri e come tali devono essere trattati.




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7
nov

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Non mi piace l’esterofilia a tutti i costi. Spesso proclamare in continuazione “in Francia, in Germania, negli Stati Uniti fanno meglio perché…” è una forma di provincialismo, un espediente retorico per non dover affrontare i nostri problemi. Ma sull’università le cose sono un poco differenti.
Le linee del Decreto legge annunciate ieri dal governo (soltanto annunci, il testo non lo abbiamo ancora visto) rappresentano sicuramente un piccolo miglioramento rispetto agli scempi compiuti in questi mesi. Probabilmente, il governo ha compreso che le proteste degli studenti, dei docenti e dei genitori avrebbero fatto precipitare i suoi consensi. Ora esamineremo il Decreto e cercheremo di migliorarlo, ove necessario e possibile. Eppure, riflettendo sulle vicende di questi mesi e sull’azione di Maria Stella Gelmini, non posso non pensare a un’altra donna che, oltralpe, fa lo stesso lavoro della Gelmini.
      

Valérie Pécresse è giovane come la Gelmini, conservatrice come la Gelmini, crede nel mercato e nell’iniziativa privata come la Gelmini. Ma le differenze finiscono qui. Mentre la Gelmini taglia indiscriminatamente, per poi tornare (parzialmente) indietro di fronte a una protesta enorme, la sua collega francese investe e immette dieci miliardi di euro nel sistema universitario pubblico. E’ vero che la Francia ha un debito pubblico minore del nostro, ma l’Italia deve seriamente capire che fare le riforme – qualsiasi tipo di riforma –, diminuendo le risorse stanziate per settori strategici, rovescia l’intento riformista e danneggia l'intero sistema. E’ esattamente quello che è accaduto con l’università negli ultimi anni, sotto governi di tutti i colori politici. L’Italia deve tornare a porsi il problema dell’aumento della spesa pubblica – una spesa razionale, qualificata, efficiente – nel settore università e ricerca. Se l’università di Maria Stella prendesse esempio dall’università di Valérie, tutto il Paese, anche coloro che non studiano o lavorano all’università, ne trarrebbe giovamento.


29
ott

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Un mio articolo uscito oggi su Liberal di risposta alla domanda:perché i ragazzi manifestano con i genitori e i professori e non autonomamente come nel '68? E' una protesta "indotta"? E se sì, perché?

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22
ott

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Vi allego il testo dell'interrogazione presentata ieri sui mancati aumenti delle borse di dottorato.

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21
ott

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Mentre monta la protesta dell’università nei confronti dei feroci tagli imposti agli atenei, anche le poche cose buone rivendicate dal Governo si dimostrano una vera e propria pubblicità ingannevole.

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9
ott

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Vi allego un articolo uscito ieri a firma di Gian Antonio Stella sul Corriere sulla sconcertante norma "salva asini" votata dalla maggioranza. Non è la cosa più grave di quel provvedimento ma, come emerge anche dall'articolo, può portare a della conseguenze veramente negative. Una brutta norma o, al meglio, una scorciatoia tutta sbagliata.

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5
giu

inviato da mariannamadia

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Il testo dell'interrogazione sul dottorato. Ringrazio Dario Franceschini e i deputati del PD in commissione cultura, e ancora una volta l'ADI per il lavoro che sta svolgendo. Vi informerò su questo blog sui futuri sviluppi della vicenda.

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