Mentre monta la protesta dell’università nei confronti dei feroci tagli imposti agli atenei, anche le poche cose buone rivendicate dal Governo si dimostrano una vera e propria pubblicità ingannevole. I tanto strombazzati aumenti a 1000 euro delle borse di dottorato, già decisi dal governo Prodi e che il ministro Gelmini ha rivendicato come operative sin dai primi giorni del suo incarico, faticano a concretizzarsi. Sembra che siano moltissimi gli atenei che non riescono ad adeguare gli importi delle borse.
Questo a causa dei tagli imposti dalla stessa Gelmini con la legge 133, che impediscono agli atenei di aumentare le borse direttamente a carico dei bilanci delle università. Il ministro ha disposto infatti solo un maggior finanziamento per le borse del Miur. In gran parte dei casi, pertanto, i 1000 euro per i dottorandi rimangono un’utopia.
La Gelmini ha agito con leggerezza mettendo in difficoltà università e dottorandi. Si è mostrata inadeguata al ruolo che ricopre. Ho presentato un’interrogazione al ministro chiedendo l’adeguamento per tutte le borse di dottorato.