.


7
nov

inviato da mariannamadia

10 commenti Leggi i commenti e commenta questo post

stampa Versione per la stampa

permalink

condividi:

Non mi piace l’esterofilia a tutti i costi. Spesso proclamare in continuazione “in Francia, in Germania, negli Stati Uniti fanno meglio perché…” è una forma di provincialismo, un espediente retorico per non dover affrontare i nostri problemi. Ma sull’università le cose sono un poco differenti.
Le linee del Decreto legge annunciate ieri dal governo (soltanto annunci, il testo non lo abbiamo ancora visto) rappresentano sicuramente un piccolo miglioramento rispetto agli scempi compiuti in questi mesi. Probabilmente, il governo ha compreso che le proteste degli studenti, dei docenti e dei genitori avrebbero fatto precipitare i suoi consensi. Ora esamineremo il Decreto e cercheremo di migliorarlo, ove necessario e possibile. Eppure, riflettendo sulle vicende di questi mesi e sull’azione di Maria Stella Gelmini, non posso non pensare a un’altra donna che, oltralpe, fa lo stesso lavoro della Gelmini.
      

Valérie Pécresse è giovane come la Gelmini, conservatrice come la Gelmini, crede nel mercato e nell’iniziativa privata come la Gelmini. Ma le differenze finiscono qui. Mentre la Gelmini taglia indiscriminatamente, per poi tornare (parzialmente) indietro di fronte a una protesta enorme, la sua collega francese investe e immette dieci miliardi di euro nel sistema universitario pubblico. E’ vero che la Francia ha un debito pubblico minore del nostro, ma l’Italia deve seriamente capire che fare le riforme – qualsiasi tipo di riforma –, diminuendo le risorse stanziate per settori strategici, rovescia l’intento riformista e danneggia l'intero sistema. E’ esattamente quello che è accaduto con l’università negli ultimi anni, sotto governi di tutti i colori politici. L’Italia deve tornare a porsi il problema dell’aumento della spesa pubblica – una spesa razionale, qualificata, efficiente – nel settore università e ricerca. Se l’università di Maria Stella prendesse esempio dall’università di Valérie, tutto il Paese, anche coloro che non studiano o lavorano all’università, ne trarrebbe giovamento.


sfoglia ottobre        dicembre