Scambio di battute tra il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e la deputata Pd Marianna Madia. Oggetto della discussione i precari degli enti di ricerca. Tutto nasce dall'apprezzamento della parlamentare Pd per il blocco del turn over nell'universita'.

"In attesa di esaminare il decreto Gelmini sull'universita' - ha detto la Madia in commissione Lavoro alla Camera - sembra che un importante passo in avanti sia stato fatto sulle assunzioni negli enti pubblici di ricerca. Ci auguriamo che veramente i ricercatori pubblici non
rientreranno nel blocco del turn over che riguarda il resto delle pubbliche amministrazioni". E ancora: "Si tratta indubbiamente, se confermata, di una scelta positiva e assennata. Questo governo, pero', come al solito agisce in maniera contraddittoria. Come si concilia lo sblocco delle assunzioni con i tagli voluti da Brunetta che colpiranno circa quattromila ricercatori precari che attualmente lavorano nella Pa e che dal 1 luglio 2009 potrebbero perdere il posto? Se nel governo ha vinto il buon senso si portino queste scelte a compimento. Si stanzino le risorse e si tengano i concorsi disinnescando le norme anti-precari volute dal ministro Brunetta, attualmente in discussione al Senato".
Non si e' fatta attendere, com'era prevedibile, la risposta del numero uno di Palazzo Vidoni. "Condivido pienamente le norme del decreto Gelmini sull'universita'. Esse si conciliano benissimo con la norma proposta all'Atto Camera 1441 quater - ha spiegato in una nota Brunetta che poi ci ha tenuto ad aggiungere -: Forse la deputata Madia non sa che ho istituito un tavolo presso il dipartimento della Funzione pubblica con i presidenti di tutti gli enti di ricerca e che la norma inserita nel decreto Gelmini ne costituisce il primo risultato. Puo' chiederne conferma direttamente ai presidenti degli enti, che senza il taglio delle dotazioni organiche potranno procedere alle assunzioni secondo la normativa vigente. Immagino inoltre che Madia sia d'accordo con me sul principio che nella Pubblica amministrazione si entri esclusivamente per concorso pubblico. Lo sostiene anche la Costituzione".
"Caro ministro Brunetta, credo nella sua buona fede. Naturalmente - ha detto ancora in un comunicato la giovane deputata del Partito democratico al responsabile della Funzione pubblica -sull'ingresso nella pubblica amministrazione per concorso siamo tutti d'accordo. Purche' i concorsi si facciano, naturalmente. In quanto al tavolo che ha aperto con gli enti di ricerca ne ero informata. Benissimo, purche' non si taglino le piante organiche e si provveda alle assunzioni dei ricercatori secondo le norme vigenti, che in ogni caso prevedono delle prove di natura concorsuale".
Infine un invito per Brunetta: "Se lei ha veramente intenzione di assumere i migliori ricercatori secondo dei criteri di merito, allora faccia ritirare dal governo i punti piu' deleteri del provvedimento all'esame del Senato. La sua proposta crea disorientamento, confusione e iniquita' tra i ricercatori pubblici. Almeno - ha concluso Madia - accetti l'emendamento del Pd che esclude esplicitamente i ricercatori dai licenziamenti che verranno operati entro il luglio 2009. Il presidente della Repubblica ha pronunciato parole giuste sulla ricerca, giudicando positivamente le misure del governo. La prego di dare sostanza alle indicazioni del capo dello Stato"