il 27 maggio 2010 diversi organi di stampa hanno riportato la
notizia secondo la quale il tribunale di Torino, in un processo per violenza sessuale, ha emesso una sentenza di condanna nei confronti dello Stato italiano. Lo Stato, poiché i responsabili della violenza sono nullatenenti, è condannato al risarcimento dei danni subiti dalla vittima, una donna di 25 anni. Il risarcimento è quantificato in 90.000 euro;
tale sentenza si poggia sul presupposto che lo Stato, secondo la direttiva comunitaria 2004/80/CE, avrebbe dovuto istituire uno fondo di risarcimento per le vittime di reati violenti, qualora i responsabili si sottraggano alla giustizia o siano inadempienti per altri motivi;
in data 29 novembre 2007 la Corte di giustizia delle comunità europee, nella causa C-112/07, ha condannato l'Italia per non aver adottato le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva del Consiglio del 29 aprile 2004, n. 2004/80/CE, relativa all'indennizzo delle vittime di reato;
il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 204, in vigore dal 24 novembre 2007, ha recepito la direttiva in questione. Il provvedimento regola sostanzialmente gli aspetti organizzativi e amministrativi della facoltà, da parte dei cittadini dell'Unione europea residenti e non residenti, di richiedere in Italia forme d'indennizzo per reati violenti commessi nel Paese. La copertura finanziaria della norma è stabilita in 56.000 euro;
secondo le medesime notizie di stampa, la tesi dell'avvocatura dello Stato, al processo, è stata che il decreto legislativo n. 204 del 2007 riguarderebbe soltanto i «sistemi di indennizzo per alcune categorie di vittime, quelle del terrorismo, dei reati di mafia, dell'usura, del disastro di Ustica e della banda della Uno bianca». Di parere opposto la sentenza del tribunale che impone allo Stato di non distinguere, nel risarcimento, tra diverse tipologie di reati violenti;
la citata direttiva stabilisce, infatti, all'articolo 12, paragrafo 2, «Tutti gli Stati membri provvedono a che le loro normative nazionali prevedano l'esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori, che garantisca un indennizzo equo ed adeguato delle vittime -:
quali siano gli intendimenti del Governo rispetto alle questioni aperte dalla sentenza di cui in premessa;
se intenda assumere iniziative volte ad adeguare l'ordinamento a quanto disposto dal tribunale di Torino, anche al fine di evitare altre sentenze di condanna;
se intenda adottare iniziative per rendere più capiente la copertura finanziaria del decreto legislativo n. 204 del 2007 al fine di disporre il pagamento di eventuali richieste di risarcimento da parte di vittime di reati violenti nelle condizioni di cui al decreto legislativo n. 204 del 2007.(4-07564)