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Cara Debora

Non è arrogante, come alcuni quando pensano che liberarsi con merito dall'essere cooptati – ad esempio, vincendo le primarie – equivalga ad aver conquistato tutto il conquistabile. Non c’è più nulla da dimostrare. Quindi, “vi dico io come si fa”.


Non è arrogante, Debora. Ma è ferma e sicura. Intelligente e coraggiosa. Spontanea. E’viva.


Non è neanche una donna che si è presentata come donna per parlare alle donne. Né una giovane che si è presentata come giovane per parlare di rinnovamento generazionale; insomma, non mi pare una giovane vecchia. Non una “oligarchina”, per capirci.


Per questo Debora mi piace, e molto.


Penso che la voterei, per qualunque ruolo si candidasse nel mio partito. Qualunque fosse lo sfidante (la sfidante), tra tutti quelli che ho conosciuto fino a oggi.


Mi piacerebbe anche che la segreteria del PD (magari lo ha già fatto) stesse decidendo di proporle una candidatura alle Europee (è un avvocato del lavoro, in Europa i temi sociali saranno sempre più importanti).

Intanto, vorrei conoscere Debora di persona. Cara Debora, cosa fai per Pasqua? Potrei fare una gita a Udine.

                                                                                        

Pubblicato il 28/3/2009 alle 14.38 nella rubrica Diario.

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