Il Pd aveva chiesto l’accorpamento di europee e referendum ben prima del terremoto in Abruzzo. In una fase di crisi quei soldi dovevano e potevano essere usati per i bisogni del paese: dall’assistenza sociale alla sicurezza. Tanto più dopo il 6 aprile. Le e-mail dei deputati sono state intasate, dopo il terremoto, con migliaia di richieste dei cittadini a favore dell’election day.
Risparmiare quella montagna di denaro (200 o 400 milioni fa poca differenza) e destinarlo alla ricostruzione sarebbe stato ragionevole e giusto.
Ma non è stato così. Le ragioni sono evidenti. Se il referendum passasse, con l’assegnazione del premio di maggioranza alla lista piu’ votata anziché alla coalizione come avviene ora, la Lega sarebbe molto meno necessaria al governo. La maggioranza ha grandi numeri in parlamento ma è sempre piu disomogenea. Il voto su cpt e ronde, i commenti di Fini lo dimostrano. Il governo avendo su un piatto della bilancia la rottura con la Lega e sull'altro centinaia di milioni a beneficio di tutti ha fatto la sua scelta. Con cinismo. Nello stesso giorno in cui si parla di tasse una tantum per la ricostruzione.