Università e precariato. Brunetta trucca le carte
Inoltre, le universita' hanno adottato criteri difformi per conteggiare il lavoro flessibile da esse impiegato. Molte non hanno incluso i titolari di assegni di ricerca. Mentre gli assegnisti sono veri e propri precari della ricerca, impegnati in una attivita' professionale di produzione della ricerca e sono decine di migliaia. Nessuno chiede regolarizzazioni di massa, ma il governo - proseguono le due parlamentari che su questo tema hanno presentato una risoluzione firmata anche da Cesare Damiano - deve approntare un piano per dare ai ricercatori piu' giovani e motivati la possibilita' di potersi confrontare ed essere selezionati. Il partito democratico chiede che il monitoraggio vada ripensato e il governo si muova per l'ampio problema del precariato nelle universita' pubbliche. Finora poco e' stato fatto e il monitoraggio confonde le acque'.
Pubblicato il 3/6/2009 alle 17.52 nella rubrica Articoli.