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Il congresso PD e le nuove povertà

Così Gianni Cuperlo sul suo blog: “penso davvero che il congresso del Pd debba prima di ogni altra cosa occuparsi del paese e del suo futuro. Tra i temi, ne indico uno. La nuova forma della povertà.(..). La soglia di povertà oggi in Italia è di 582 euro al mese. L’11,6% degli italiani rientrano in questa fascia. Vuol dire qualcosa come oltre 8 milioni di persone. Sempre più spesso è una fascia di mobilità, cioè non esiste più il carattere permanente di una marginalità a vita, ma dalla povertà si entra e si esce a intermittenza.(..) spero che il congresso del nostro partito metta anche tutto questo al centro della sua riflessione.”

Due considerazioni. Credo che se, nel nostro partito, il confronto congressuale fosse davvero ogni giorno su temi come questo, riconquisteremmo presto fiducia e credibilità. Nel merito sono d’accordo con Cuperlo. L’impoverimento è una realtà drammatica e travolgente. L’11% di cui lui parla diventa, nel Mezzogiorno, circa il 30%. Colpisce sempre più anche chi un lavoro ce l’ha, ma non gli è sufficiente per una vita dignitosa. Non è solo un fenomeno italiano. In Francia se ne sono accorti, e Sarkozy ha avviato la sperimentazione del reddito di solidarietà attiva. E’ un contributo che viene erogato ai disoccupati e ai lavoratori a basso reddito, come il cosidetto part-time “obbligato”, che integrano un salario altrimenti insufficiente. E’ stato finanziato da un lieve innalzamento del prelievo sulle transazioni finanziarie.

Come segnalavo in un articolo sull’Unità dello scorso autunno, naturalmente quello francese è solo un esempio e non un modello da applicare necessariamente alla lettera. Livia Turco, in una mozione parlamentare sulla povertà che ho firmato, parla del reddito di solidarietà attiva come una strada possibile.  Oltre che denunciare le questioni, dobbiamo cominciare a discutere seriamente sugli strumenti per risolverle. Soprattutto adesso che parte il congresso.

Pubblicato il 14/7/2009 alle 9.10 nella rubrica Diario.

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