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Sanatorie: minime per i deboli massime per i forti

 Discussione in aula sull’anticrisi. L’ennesimo. Lo scudo fiscale è il principale oggetto del provvedimento. Fanno riflettere le dure parole del premier pronunciate all’assemblea della Nazioni Unite contro i paradisi fiscali. Mi domando se si lotti contro gli altri perché si vuole rendere il proprio paese un nuovo, grande, paradiso fiscale? Oltre la depenalizzazione dei reati finanziari connessi al rientro dei capitali, oltre la garanzia dell’anonimato, vi è persino un’aliquota “secca” del 5%. Ma l’articolo 53 della Costituzione non recitava che il sistema tributario è informato a criteri di progressività?

Non è la prima sanatoria del governo Berlusconi. Recentemente vi è stata quella per colf e badanti, ma non per le altre figure di lavoratori. Certo è che quando si tratta di aiutare i più forti il governo è molto permissivo. Quando si “sanano” figure deboli come gli immigrati non si contano gli ostacoli e i limiti.

Con altre colleghe mi occupo della questione dei lavoratori disabili. L’anticrisi emanato a luglio (che il decreto che oggi discutiamo “corregge” in alcuni punti) blocca le assunzioni nella pubblica amministrazione. Tra questi blocchi pare vi siano anche i lavoratori portatori di handicap. Non è detto espressamente ma lo si intuisce. Nel frattempo molte amministrazioni tengono a casa persone già assunte. Questi cittadini sono garantiti dalle leggi. Sia il settore pubblico che quello privato sono tenuti ad assumerne delle piccole percentuali. In tal modo, negli obiettivi della legge, si dovrebbe realizzare una maggioreintegrazione dei cittadini disabili nel tessuto economico e produttivo del paese.

Su indicazione di Augusto Battaglia e del mondo delle associazioni presento un emendamento e chiedo chiarimenti al governo. Anche i disabili rientrano nel blocco delle assunzioni? Se così fosse sarebbe una sconfitta. Come ha ricordato Augusto significherebbe ricacciare queste persone nel circuito dell’assistenza. Gli si leverebbe uno strumento di dignità, cioè il lavoro, e si graverebbe comunque sulle finanze pubbliche. Vi informerò sulle risposte del governo se ci saranno.

Pubblicato il 28/9/2009 alle 19.30 nella rubrica Diario.

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