Ieri si è tenuta l'udienza sulla procedura di insolvenza di Agile-Omega, ex-Eutelia: procedura che avrebbe dovuto portare all'amministrazione straordinaria. E' quanto auspicato dai sindacati e dai lavoratori dell'azienda che - ricordiamo - sono praticamente senza stipendio dalla scorsa estate.
La proprietà si è messa di traverso e ha presentato una richiesta di "concordato preventivo". In pratica chiede la ristrutturazione del debito e il ritorno dell'azienda - ora sotto sequestro - nella vecchia proprietà. Richiesta ancora più assurda alla luce del fatto che il pubblico ministero di Milano ha chiesto il sequestro della Libeccio, la multinazionale proprietaria del gruppo Omega.
Occorre sottolineare con quanta angoscia i lavoratori temano di tornare nelle braccia dello stesso management che ha provocato un tale disastro aziendale.
Il giudice intanto ha preso tempo per decidere. La situazione è sempre più grave. I custodi giudiziari hanno emesso più di un migliaio di lettere di sospensione, che dovrebbero portare alla cassa integrazione.
E' cruciale il tavolo del 23 febbraio, nel quale il governo dovrà fare tutto il possibile per rilanciare le commesse; base indispensabile per la rinascita dell’azienda.
Quello che è certo è che solo un quadro chiaro, e quindi solo un commissariamento, potrà portare l'azienda a intraprendere una strategia chiara. Viceversa il ritorno al gruppo Massa-Liori significherebbe la fine dell'Ex Eutelia.